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Serrada, che per
importanza è il secondo centro abitato dell’altopiano di
Folgaria, in provincia di Trento, occupa un’ampia e verde sella
alpestre posta a 1250 m di quota sui rilievi montuosi che si
elevano tra i fiumi Adige e Brenta.Sorta come comunità rurale
dedita alla coltivazione della campagna e alla cultura della
foresta, Serrada è nota per essere stata, fin dalla seconda metà
dell’Ottocento, rinomata località turistica, privilegiato luogo
di vacanza della borghesia roveretana.Oggi è un’affermata
stazione turistica estiva ed invernale, dotata di varie
strutture di accoglienza sia alberghiere sia extra-alberghiere,
un luogo di relax e di riposo dalle fatiche del corpo e dallo
stress, facilmente raggiungibile dal fondovalle. Ancora oggi si
discute se il nome della località sia di origine neolatina, con
il significato di Serata, ovvero località “chiusa”, o
tedesca, derivante da Rad, ruota, ad indicare un’antica attività
di costruttori di ruote di carro.La primissima comunità locale
era costituita dai misteriosi Fetzprauneri, boscaioli e carbonai
che avrebbero fondato il loro villaggio sul lato occidentale del
boscoso dosso del Nauck, l’attuale Dosso di S. Cristina. Proprio
lassù si trovano i resti dell’antica chiesa, mentre quella
attuale, situata in paese, fu edificata nel 1670.Tra i suoi
ospiti illustri figurano l’avvocato Antonio Pischel, convinto ed
acceso esponente dell’irredentismo trentino, il grande studioso
di psicoanalisi Cesare Musatti ed il pittore futurista Fortunato
Depero. |