Il paese di Serrada rientra nell’altopiano di Folgaria, è composto dai masi delle famiglie originarie (Bioncheri, Filzi, Foreri, Plota, Rensi, Roneri, Rueli, Schirni, Slozzeri), si trova in un pianoro ad anfiteatro circondato dalla catena dei Dossi (Martinella, m 1604, Dosso del Sommo, m 1670) a SE, dal Dosso di santa Cristina (m 1381) a SW, dalle pendici orientali del Monte Finonchio (m 1603), qual quale è separata da una verde insellatura. Verso NNW è aperta sulla valle del Rio Cavallo (Rosspach), a S il pianoro si spinge fino al bordo della Valle di Terragnolo. Serrada è stazione turistica estiva e invernale, con concentrazione demografica in corrispondenza delle stagioni di soggiorno e di sport invernali (seconde residenza, “villaggi turistici”). La caratterizza un clima particolarmente mite rispetto all’altitudine (m 1250), molto asciutto e sufficientemente ventilato. Già allo scadere del Settecento era meta dei soggiorni estivi dei Roveretani che raggiungevano l’altipiano per la strada della Cogola e della Pontèra (Valle di Terragnolo).

Economia di un tempo: patate e pietre

Serrada era celebre per la coltivazione della “patata serradina” una speciale varietà di questo tubero, ancora oggi coltivata, seppure in misura molto ridotta rispetto al passato, quando i terrazzamenti attorno al paese, oggi aggrediti dall’avanzare del bosco, erano dedicati a questa significativa voce dell’economia locale. Il pagamento dell’altare sinistro della chiesa parrocchiale, dedicato alla Beata Vergine del Rosario, vide impiegati anche i proventi della vendita delle patate, come riporta un rendiconto delle spese per il manufatto alla data del 28 ottobre 1849 (“Avuti da Giuseppe Plotecher per la vendita di patate”). Il “biancone di Serrada”, la pietra calcarea locale, favoriva l’attività degli scalpellini, protrattasi fino agli anni Ottanta del Novecento. Come informava don Tommaso Vigilio Bottea, curato di Serrada, nel 1860 gli abitanti “si procurano il vitto lavorando di tagliapietra, favoriti a ciò da ricche cave di pietra, di cui fanno molto commercio nei paesi della valle dell’Adige.”. A queste due voci sarebbe subentrata all’inizio del Novecento quella sciistica, con l’apertura del primo impianto di sci e il conseguente tracciamento delle piste. Nel 1950 Serrada accolse la prima edizione della gara internazione di sci denominata “3-Tre”: fra gli atleti partecipanti figurava anche Zeno Colò.

I dintorni di Serrada

1) Martinella – Dosso delle Somme. Impianti di risalita per la Martinella (m 1604, Rifugio Baita Tonda, piste da sci attrezzate); proseguendo dal rifugio si arriva al Dosso del Sommo (m 1670) dove si trovano i resti del forte omonimo costruito fra il 1907 e il 1914, raggiungibile anche da Serrada in km 6 per strada ex-militare, passando per la zona dove sorgevano le “caserme”.

2) Forra del Lupo / Wolfsschlucht    

Serrada, Forra del Lupo, particolare.
Serrada, Forra del Lupo/Wolfsschlucht, particolare.
Serrada, Forra del Lupo, particolare. Si notino le rocce erose dal vento: il suo ululato all'interno della spaccatura nella roccia determina probabilmente il nome della forra.
Serrada, Forra del Lupo/Wolfsschlucht, particolare. Si notino le rocce erose dal vento: il suo ululato all'interno della spaccatura nella roccia determina probabilmente il nome della forra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3) Dosso di santa Cristina m 1381, ore 0,30-0,40. Il luogo ha preso il nome dalla santa a cui era intitolata la chiesetta che vi sorgeva già nel 1430, abbandonata nel 1664 e ricostruita in paese. I resti delle trincee costituiscono un ricordo della Grande Guerra. Il toponimo "Dosso di santa Cristina" è di recente formazione, legato alla presenza dei ruderi, ma la sommità si chiama dosso del Naoch o Nauch.

4) Monte Finonchio m 1603. Per strada militare, risalente al tempo del primo conflitto mondiale, si arriva al pianoro sommitale chiamato i prati del Finonchio. A piedi ore 1,30 Rifugio della SAT “Fabio Filzi” ricostruito nel 1957 dopo la distruzione della seconda guerra mondiale. Vastissimo panorama: Gruppo del Brenta, Adamello, Ortles-Cevedale, Baldo, la Valle dell’Adige.

5) Malga Parisa (m 1365) e Fondo Grande (m 1342), km 4.

6) Bus del Bilbom (m 1120), km 1, poco sotto la strada per la Guardia, in sponda sinistra del Rio Mous, nella località "Canusen" ("Ka Nusen"), grotta lunga circa 400 metri, di difficile accesso. Il nome si riferisce più propriamente alla piccola sorgente che scaturisce sotto l'ex impianto di chiarificazione.

7) Bus de le strie o del Loigher (m 1200 circa) ai margini dell’altopiano verso la Valle di Terragnolo, un altro esempio con il Bus del Bilbom dell’interessante morfologia carsica di Serrada.

8) Dos del Gostel o della Pozza (m 1286) a sud di Serrada verso Terragnolo. Ne domina la valle, dove è chiamato dosso della Purga o della Cogola. È terrazzato e si sospetta essere un castelliere preistorico.

9) La falesia. Bella e grande con una settantina di vie in prevalenza sotto il 7a. Una ventina di tiri erano stati chiodati diversi anni prima da Pacher e Plotegher. Poi la falesia era stata quasi dimenticata. Ma grazie alla passione di Luciano Caldera, con un gran lavoro di pulizia della parete, di sistemazione dei sentieri e degli spiazzi alla base delle vie, nonché di chiodatura di molti altri tiri, la falesia p letteralmente fiorita, con un affluenza estiva piuttosto alta. Immersa in un bel boschetto, è ideale anche per le famiglie. Chiodatori: L. Caldera, Pacher, Plotegher. DA: Mario Manica, Antonella Cicogna, Davide Negretti, Falesie di Arco: Valle del Sarca – Trento – Rovereto – Valli Giudicarie – Dolomiti del Brenta, Milano, Versante sud, 2006, pp. 292-sgg.

Per conoscere i toponimi di Serrada si consulti la mappa alle pp. 202-203 del libro di Armando Valle, Serrada dal coltivato al costruito, Mori, La Grafica, 2006.

 

Da visitare

- Passeggiata futurista Fortunato Depero. Una serie di opere realizzate da Barbara Tamburini e Luigi Stedile riprendono i soggetti di alcune opere dell’artista, proponendo al visitatore una “pinacoteca all’aperto”. Maurizio Scudiero ha ideato il “Progetto Serrada futurista” finanziato dal Comune di Folgaria, da alcuni privati, con il sostegno dello Sporting Club Serrada, ora Pro Loco.

- La chiesa parrocchiale di santa Cristina vergine e martire, nel centro del paese, costruita nel 1664. Nel presbiterio pitture di Diego Costa (1954) con storie della vita e del martirio di santa Cristina. Le pitture dell’abside sono di Vittorio Casetti (1946). Significativa la pala dell’altare maggiore opera di Ionas Thoma Stromar del 1616. L’altare di destra è in realtà il monumento-non monumento ai Serradini morti nella Grande Guerra. La pala con sant’Antonio di Padova e il Bambino è una pregiata tela di scuola veneta del XVII secolo.

Serrada, chiesa parrocchiale, la pala di santa Cristina, 1616.
Serrada, chiesa parrocchiale, la pala di santa Cristina, 1616.
Serrada, chiesa parrocchiale, l'altare minore destro, dedicato ai morti nella Grande Guerra (1914-1918).
Serrada, chiesa parrocchiale, l'altare minore destro, dedicato ai morti nella Grande Guerra (1914-1918).
Serrada, chiesa parrocchiale, la pala di sant'Antonio di Padova, scuola veneta, XVII secolo.
Serrada, chiesa parrocchiale, la pala di sant'Antonio di Padova, scuola veneta, XVII secolo.

 

- Forte Dosso delle Somme/Panzerwerk Serrada, costruito nel 1907-1914, era composto da tre corpi di fabbrica uniti da un tunnel scavato nella roccia. Era munito di dinamo per l’illuminazione, la ventilazione e i riflettori, di due cisterne da 280 ettolitri l’una ed era circondato da un imponente complesso di opere fortificate. Era armato da 4 obici da 100 mm e da numerosi nidi di mitragliatrici.

Serrada, Forte Dosso delle Somme/Panzerwerk Serrada
Serrada, Forte Dosso delle Somme/Panzerwerk Serrada, 2016.
Serrada, Forte Dosso delle Somme/Panzerwerk Serrada, Anni Venti del Novecento.
Serrada, Forte Dosso delle Somme/Panzerwerk Serrada, Anni Venti del Novecento.
 

- Di interesse storico per documentare l’arrivo dei primi turisti a Serrada sono le ville di fine Ottocento Delaìti, Pagliéri, Pìscel.

  • Per quando riguarda Villa Piscel in particolare, la struttura e il suo parco sono inseriti nell'elenco dei beni ambientali della Provincia Autonoma di Trento, in base alla Legge Provinciale 5 settembre 1991, n. 22, art. 94 (e successive modifiche del 2008):“Il parco della Villa Piscel di impianto ottocentesco, localizzato a ridosso del centro storico di Serrada, su un dosso che lo domina, è il classico esempio di spazio alberato intorno a una villa signorile tipicamente folgaretana. (…) è caratterizzata da un volume compatto con grandi murature intonacate con ordini di finestre simmetriche, assenza di poggioli e sovrastrutture lignee; presenta una copertura in tegole, del tipo a coda di castoro. Dalla villa si domina il centro di Serrada, con vista sull’anfiteatro di prati, circondato dalla catena dei Dossi e dalle pendici del Monte Finonchio; subito al di sotto del parco con alberi secolari, la chiesa parrocchiale di S. Cristina (…). A monte della villa, l’interessante rustico anch’esso dal volume massiccio con la murature in pietra a fare da contrappunto alla tipologia della casa padronale che originariamente aveva intorno un giardino su più livelli.”. DA: Il Trentino dei beni ambientali, 2, Trento, Provincia, Giunta, 2009, pp. 52-53.

    Serra, Villa Piscel e il suo parco, 2016.
    Serrada, Villa Piscel e il suo parco, 2016.

 

Personaggi legati a Serrada

- Nel corso del tempo diverse figure di importanza anche nazionale hanno legato il loro nome al paese di Serrada: all’inizio del Novecento presso villa Piscel, di proprietà di Antonio Piscel, irredentista e tra i fondatori del Museo storico italiano della Guerra di Rovereto, nonché suo primo presidente, convennero Cesare Battisti, Benito Mussolini, Gabriele D’Annunzio e altri esponenti del partito socialista locale e italiano. Dalla famiglia Filz di Serrada discendono anche i fratelli Filzi: a loro è dedicata una lastra su di una casa in località “Filzi”.

- Tra gli artisti, in particolare i pittori si ricordino Fortunato Depero, Vittorio Casetti, Diego Costa e Guido Valle. Da citare anche l’architetto Giorgio Wenter-Marini.

- Gli sportivi annoverano nella loro fila Bruno Schir, tra i primi a insegnare lo sci nella zona, padre di due famose campionesse di questo sport.

1954, arrivo alla Martinella, i maestri di sci Erino Forrer (a sinistra) e Bruno Schir (a destra) con allievi. Cortesia Armando Valle.
Serrada, arrivo alla Martinella, 1954, i maestri di sci Erino Forrer (a sinistra) e Bruno Schir (a destra) con alcuni allievi. Cortesia Armando Valle.

 

Per approfondire...

  • Fernando Larcher, Folgaria masi vicinie e frazioni, Folgaria, Magnifica Comunità, 2003.
  • Armando Valle, Serrada dal coltivato al costruito, Mori, La Grafica, 2006.
  • Paolo Dalla Torre, I 50 anni della Parrocchia di Serrada: 1964-2014. Tra fede e storia, Serrada, Parrocchia, 2014.
  • Paolo Dalla Torre, Soldati di Serrada nel vortice della Grande Guerra. Un altare in loro ricordo, Serrada, Gruppo Alpini, 2015.
  • Paolo Dalla Torre, Il nuovo sentiero della “Forra del Lupo”, in “Bollettino SAT”, 78 (2015), n. 3, pp. 42-45.